News dai Popolari Liberali

Analisi elezioni Regionali Abruzzo 

Nelle elezioni Regionali Abruzzesi del 14 e 15 dicembre 2008 i POPOLARI LIBERALI hanno sostenuto nei listini provinciali delle quattro circoscrizioni un candidato per ogni provincia.

–    Nella Provincia de L’AQUILA il nostro candidato WALTER DI BASTIANO è stato eletto nella Lista PDL con 5.985 preferenze.
–    Nella Provincia di CHIETI il nostro candidato PASQUALE DI NARDO ha ottenuto 4.843 preferenze con la Lista PDL ed ha mancato, salvo revisione, l’elezione a consigliere regionale per soli 26 voti.
–    Nella Provincia di TERAMO il nostro candidato BENIGNO D’ORAZIO, pur con un numero ragguardevole di preferenze, non è stato eletto avendo però dovuto competere con una Lista di appoggio al Presidente Gianni Chiodi.
–    Nella Provincia di PESCARA la nostra candidata NICOLETTA VERI’ è stata eletta nella Lista PDL con 5.258 preferenze.

Il sostegno nella campagna elettorale e l’apporto di voti dei POPOLARI LIBERALI si è evidenziato in maniera chiara, pur con il crollo della partecipazione dei cittadini al voto, passati dal 70% delle precedenti regionali al 52% della attuale e, tanto, ha evidentemente comportato per i candidati consiglieri, un consistente abbassamento del numero dei voti.

Per i due nostri candidati che già avevano, nel 2005, partecipato alla tornata elettorale possiamo però fare un riscontro che appare decisamente positivo:
•    la dott.ssa VERI’ ha ottenuto ben 2.073 preferenze in più che le hanno permesso per poche centinaia di voti di raggiungere l’elezione, e
•    l’Avv. DI NARDO, benché non vincente per solo due dozzine di voti, era partito con un bagaglio di 2566 preferenze raggiunte nel 2005 che oggi risultano quasi raddoppiate poiché ne ha aggiunte altre 2277.
Guardiamo con soddisfazione ai risultati raggiunti con il nostro impegno e puntiamo per un nuovo rinascimento morale in questa regione piagata da persone indegne di interessarsi alla politica che deve realizzare il bene comune, ma non piegata anche in virtù dell’impegno dei Popolari Liberali.
Pescara 17.12.2008
POPOLARI LIBERALI
Il Coordinatore Regionale d’Abruzzo

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Noi non siamo “un gruppo”, “un collettivo”, non siamo “la gente”, non siamo “la folla”, non siamo solamente “un partito”, siamo un Popolo:
il Popolo Della Libertà

 

ll nostro grande contributo elettorale al Popolo della Libertà.

 

Pubblichiamo di seguito uno studio della Poggi & Partners che dimostra come, nelle recenti elezioni politiche, più di un milione di voti provenienti dall’UDC sono confluiti nel Popolo della Libertà seguendo le indicazioni di noi Popolari Liberali.

Addirittura un giornale come Repubblica, (edizione del 17 aprile pag. 13), sostiene testualmente: “Per completare la rivoluzione dell’elettorato centrista bisogna sottolineare che solo il 34,4% del voto UDC arriva da elettori centristi del 2006”.

Avevamo pertanto perfettamente ragione noi Popolari Liberali quando al Congresso nazionale del partito prima e nei Consigli Nazionali poi sostenevamo che la linea Cesa e Casini era nettamente minoritaria nel nostro elettorato e che li avrebbe inevitabilmente portati all’isolamento prima e al disastro elettorale poi.

Bruno Tabacci scrive: 09 Aprile 2008 Casini sbaglia se pensa che sono rientrato nell’Udc. O l’Unione di Centro è l’inizio di una cosa nuova e molto diversa o si troverà presto davanti una Rosa Bianca Spiace dover constatare che l’on. Pierferdinando Casini ha fatto una ricostruzione strumentale a Porta a Porta del processo che ha portato alla formazione dell’Unione di Centro, nata dalla convergenza tra Udc, Rosa Bianca, ex Popolari e circoli Liberal della cultura laica. Non si può affermare che Tabacci e Baccini sono rientrati nell’Udc. La Rosa Bianca di Tabacci, Baccini e Pezzotta nasce per affermare le ragioni del centro proprio mentre l’Udc intendeva ricostruire il centro-destra con Berlusconi. Solo la chiusura di Berlusconi a Casini ha obbligato il riposizionamento dell’Udc. Ciò nonostante, e per favorire il centro, ho fatto un passo indietro nella candidatura alla Presidenza a favore di Casini. Gli elettori sono attratti dall’Unione di Centro proprio perché si tratta di una cosa diversa dall’Udc. Non vorrei che Casini invece, con furbizia, intendesse con la sua interpretazione offerta a Porta a Porta, intestarsi da solo il buon risultato elettorale atteso, perché così facendo vedrà rifiorire subito la Rosa Bianca.

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Sugli assegni trasferibili arriva il bollo da 1,5 euro

di Luca De Stefani

commenti – | 8 marzo 2008
Tutto pronto per l’imposta di bollo che dovrà essere applicata dal 30 aprile 2008 sulle richieste in forma libera di assegni bancari, postali, circolari e di vaglia postali o cambiari. Un costo maggiore a carico del richiedente di 1,50 euro, per evitare la «clausola di non trasferibilità». Dal 30 aprile, infatti, solo su richiesta scritta del richiedente si potranno ottenere assegni bancari, postali, circolari e vaglia postali o cambiari liberamente trasferibili per importi inferiori a 5mila euro. In quest’ultimo caso, ciascuna girata dovrà recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante. Se gli assegni bancari e postali verranno utilizzati per importi pari o superiori a 5mila euro, inoltre, dovrà essere indicato il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.
Nella circolare 18/E del 7 marzo 2008, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che l’imposta di bollo prevista dalla nuova normativa antiriciclaggio (articolo 49, comma 10 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231) si aggiunge a tutte le altre disposizioni riguardanti l’applicazione dei bolli sui mezzi di pagamento e sui documenti bancari.
Continuerà a essere applicata l’imposta sugli estratti conto, comprese le comunicazioni relative ai depositi di titoli, inviati dalle banche ai clienti.
Per gli assegni bancari o postali in forma libera, le banche e le Poste italiane, già titolari dell’autorizzazione a pagare l’imposta in modo virtuale (articolo 15 del Dpr 642/72), potranno avvalersi di questa autorizzazione e delle stesse procedure per il versamento della nuova imposta di bollo.
Il primo versamento va effettuato il 30 giugno 2008 e successivamente la scadenza è ogni due mesi.
Entro gennaio 2009 va presentata una dichiarazione definitiva contenente la «indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente distinti per voce di tariffa».
Nella circolare di ieri è stata segnalata la necessità di riportare nella dichiarazione un’ulteriore voce, relativa al numero di assegni in forma libera emessi nel corso dell’anno precedente con l’indicazione della corrispondente imposta di bollo dovuta.
Per gli assegni circolari rilasciati in forma libera l’imposta di bollo di 1,50 euro va ad aggiungersi a quella del «6 per mille per ogni anno», che deve essere liquidata trimestralmente (articolo 10, comma 1, nota 2 della Tariffa allegata al Dpr 642/72). Saranno queste anche le modalità di pagamento della nuova imposta di bollo di 1,50 euro per ogni assegno circolare.
Per i vaglia cambiari rilasciati in forma libera continuerà a essere dovuta l’imposta di bollo del 4 per mille corrisposta «in base alla media delle situazioni decadali dei vaglia cambiari e delle fedi di credito di ciascun mese del trimestre solare cui si riferisce l’applicazione dell’imposta», (articolo 10, comma 2 della Tariffa allegata al Dpr 642/72). Il versamento trimestrale va fatto entro il secondo mese successivo a quello di ciascun trimestre solare: febbraio, maggio, agosto e novembre. Il versamento dell’imposta di bollo di 1,50 euro seguirà le stesse modalità di pagamento previste per l’imposta del 4 per mille.
Per i vaglia postali liberi, l’esenzione prevista dall’allegato B del Dpr 642/72 non si applica, per cui è dovuta l’imposta di bollo di 1,50 euro per ciascuno di essi. Il versamento va effettuato con le stesse modalità previste per gli assegni postali.
Se rilasciati in forma libera, gli assegni bancari e postali, gli assegni circolari, i vaglia cambiari e postali devono riportare in modo leggibile la seguente dicitura «Imposta di bollo di cui al Dlgs 231/2007 assolta in modo virtuale» (articolo 15, comma 2 del Dpr 642/72). Gli assegni bancari e postali devono riportare anche la data e il numero dell’autorizzazione per il pagamento virtuale.

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per chi come noi li ha conosciuti ed apprezzati nel Convegno di Modena può solo dirsi felice della scelta e dare loro il BENVENUTO!

ELEZIONI:SARDEGNA, FRATELLI RANDAZZO DA UDC A GIOVANARDI (PDL)(AGI) – Cagliari, 4 mar. – E’ stato l’ex ministro Carlo Giovanardi a ufficializzare stamane a Cagliari, in un affollato incontro al Ceasar’s Hotel, il passaggio fra i Popolari liberali del Popolo della liberta’ dei fratelli Alberto e Vittorio Randazzo, consiglieri regionali dell’Udc. Il primo, 36 anni, – dopo un primo no al leader Silvio Berlusconi durante un recente incontro a Roma – come ha raccontato – ha accettato di
candidarsi nelle liste del Pdl in Sardegna alla Camera nelle elezioni del 13 e 14 aprile prossimi. Indicata da Giovanardi in
rappresentanza dei Popolari liberali nell’isola, la sua sara’ probabilmente una candidatura “blindata”, fra i primi posti in lista che garantiscono l’elezione a Montecitorio.”Rimbocchiamoci le maniche per convincere la gente e portarla a votare come noi vecchi democristiani sappiamo fare”, ha dichiarato Alberto Randazzo, alle decine di persone, fra i quali sindaci e consiglieri comunali arrivati da altri comuni della Sardegna, confluite a Cagliari per assistere all’ufficializzazione del suo abbandono dell’Udc..
Poco distante, in un altro albergo cittadino il comitato dei 1.254 dipendenti dell’Aias, l’Associazione che si occupa di assistenza ai disabili gestita dalla famiglia Randazzo, annunciava un sit-in per giovedi’ prossimo davanti all’assessorato regionale alla Sanita’ a difesa di 263 posti di
lavoro a rischio fra i lavoratori della riabilitazione. I due fratelli Randazzo si sono dimessi venerdi’ scorso dal partito e formalizzato ieri la loro adesione al gruppo misto in Consiglio regionale. “In quanto Popolari liberali”, ha spiegato Alberto, “non abbiamo aderito al gruppo di Forza Italia ne’ a quello di An. Quando il Pdl, dopo le elezioni, nascera’ come partito, solo allora confluiremo nel gruppo Pdl”. Alberto
Randazzo ha poi precisato di aver “chiesto tempo per fare le proprie scelte” al gruppo Udc gia’ nella riunione della settimana scorsa, convocata per chiarire il senso di una sua precedente partecipazione a una manifestazione elettorale al fianco di Berlusconi e Giovanardi. “Dovevo consultarmi con amici e conoscenti, con 150 consiglieri comunali e sindaci.L’Udc voleva espellermi. Io non ho fatto polemica, ho solo chiarito le cose”. “Non abbiamo cambiato niente”, ha aggiunto l’ex capogruppo Udc in riferimento alla decisione assunta assieme al fratello. “Abbiamo seguito un nostro percorso all’interno del centrodestra”.(AGI)

“La nostra è la testimonianza di cinque anni di governo Berlusconi. C’è bisogno di un grande cambiamento, di una Grande Riforma”
I “Popolari Liberali” con il Pdl

Riceviamo e pubblichiamo

Anche a Luino noi “Popolari Liberali”, gli amici dell’On. Carlo Giovanardi, capo della componente fuoriuscita dall’UDC, abbiamo aderito al “Popolo della Libertà”. In realtà noi siamo rimasti dove già eravamo, dove ci sono i nostri elettori che fanno parte del grande popolo dei moderati, dove c’e’ il popolo del family day, dove c’e’ la consapevolezza dell’importanza della dottrina sociale della Chiesa.
Quella dei “Popolari Liberali” è la testimonianza di cinque anni di governo Berlusconi, con la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, la legge sulla droga, quella sugli oratori e gli insegnanti di religione, il riconoscimento fiscale della funzione sociale del volontariato religioso e nei due anni di opposizione la
difesa della vita e della famiglia dall’aggressione laicista, dei dico e della selezione eugenetica. Tutto questo e’ stato reso possibile non per la testimonianza minoritaria di piccoli partiti, ma perche’ la maggioranza del parlamento, attraverso il centro-destra, ha reso vincenti queste battaglie, che continueranno ora nel “Popolo della Libertà” ovvero in un grande e nuovo partito popolare, democratico, di ispirazione cristiana, costola italiana del Partito popolare europeo, di cui noi Popolari Liberali, vogliamo essere parte integrante’.
Viviamo un tempo di crisi. Crisi di una società che il rapporto del CENSIS definisce “poltiglia di massa”; crisi della economia che coincide con l’impoverimento della classe media, la difficoltà dei giovani di trovare uno stabile inserimento lavorativo e la incapacità di far crescere la produttività in sintonia con l’ambiente; crisi delle istituzioni anche a causa della frammentazione partitica che determina la impossibilità di governare.
C’è quindi bisogno di un grande cambiamento, di una Grande Riforma. Per questo occorre tornare alle sorgenti della Repubblica e in particolare, “alla riforma dello stato nello spirito della libertà” delineata nel congresso della Democrazia Cristiana del 1946. Per questo occorre coerenza e linearità. Per andare oltre la stagione della frammentazione sociale e politica; per dare stabilità di governo; per ricostruire un “centro plurale” in cui si fondono esperienze culturali e politiche diverse, ma tutte orientate a far vivere in Italia i valori ed i riferimenti del Partito Popolare Europeo, per avviare una grande riforma dello Stato nello spirito della libertà, per tutte queste ragioni noi, anche per la provincia di Varese, la nostra scelta l’abbiamo già fatta e abbiamo aderito al Popolo delle Libertà.
 

Paolo Gobbato (Assessore Comune di Luino)

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Riceviamo e Pubblichiamo la lettera del Sindaco di Farleone dott. Massimo Bertuzzi perchè crediamo possa rappresentare lo stato d’animo di tanti amici che si son visti costretti/invitati a lasciare l’UDC, loro malgrado, a causa dell’indirizzo politico che il partito ha preso.

Oggetto: Dimissioni da tesserato del partito politico UDC. Gentili amici è con profonda amarezza che mi accingo a scrivere questa lettera per comunicarVi la mia intenzione di dimettermi da tesserato dell’UDC. Dopo circa 20 anni di militanza nella Democrazia Cristiana prima, nel CDU in seconda fase e per finire nell’attuale formazione dell’UDC, mi vedo costretto ad uscire dal partito non condividendo in alcun modo le ultime scelte effettuate dalla dirigenza nazionale. La decisione dell’UDC di andare da soli alle prossime elezioni amministrative, ponendosi in una posizione di equidistanza fra il Popolo delle Libertà da un lato e il Partito Democratico dall’altro è, a mio giudizio, una scelta sbagliata, senza prospettive e, cosa ancor più grave, con un’unica conseguenza diretta: quella di danneggiare lo schieramento al quale abbiamo sempre appartenuto, il centro-destra, a vantaggio del nuovo partito di Veltroni.

In questi ultimi anni ho personalmente accettato la linea del partito e del leader Pierfendinando Casini, anche quando questa assumeva toni decisamente critici nei confronti della politica del centro-destra e del suo leader Silvio Berlusconi; consideravo infatti l’UDC un partito di centro-destra moderato che avesse come scopo primario quello di dare rappresentanza a quegli elettori come me, di forte ispirazione cattolica, che a volte vivevano con difficoltà l’alleanza con soggetti di destra estrema, come alcuni componenti di AN, o con partiti di ideologia fortemente territoriale come quello della Lega Nord.

Ho accettato questa linea dell’UDC perché la consideravo una politica di contrapposizione alle altre forze della coalizione, volta a riequilibrare l’orientamento generale di tutto il centro-destra, cercando di spostarlo il più possibile verso il centro, senza però arrivare ad una rottura con le altre componenti lo schieramento stesso.Adesso però, dopo gli ultimi sviluppi, mi trovo a non condividere più la linea del partito, che ha deciso di uscire dal centro-destra e dare vita ad un partitino posizionato in mezzo ai due principali schieramenti, che oltre a non avere alcun peso politico, secondo me avrà l’unica funzione di danneggiare il PDL e dare un vantaggio ai nostri avversari di sempre, la sinistra.In considerazione di quanto sopra ho maturato la convinzione di dover votare alle prossime elezioni politiche per il Popolo delle Libertà e, di conseguenza, di dimettermi dall’UDC, seguendo la linea di coloro che prima di me hanno deciso di uscire dal partito per costituire, insieme all’On. Carlo Giovanardi, il nuovo movimento dei Popolari Liberali all’interno del PDL. SalutandoVi con cordialità Massimo Bertuzzi sindaco di Falerone
—————————————————-riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata agli iscritti udc del Lodigiano:POPOLARI-LIBERALI NEL POPOLO DELLA LIBERTA’
Del lodigiano
Agli iscritti Udc lodigiani
Al Segretario Provinciale
Udc – Lodi
Intendiamo rivolgerci a tutti voi, per senso di chiarezza e di trasparenza; perché ci sembra giusto mettere al corrente, in presa diretta, tutti coloro con i quali, in passato, abbiamo percorso un tratto di esperienza politica.
Siamo stati iscritti al partito dell’Udc lodigiano fin dalla sua costituzione ed abbiamo sempre operato con passione, dedizione, lealtà e senso di responsabilità; mettendo molte volte da parte le nostre personali convinzioni, per contribuire al bene comune del partito ed alla costruzione di un progetto politico per il Lodigiano.
Ci sono state certo delle difficoltà e delle delusioni; ma non è questo che intendiamo sottolineare; tenuto conto che – chi lo vorrà – potrà certo farlo personalmente e direttamente.
Ci preme invece portare la riflessione sul livello politico attuale; riflessione che sta alla base della nostra decisione.
Abbiamo la convinzione che si sia aperta, in Italia, una nuova fase di rifondazione di quella cultura che va nel senso del dettato costituzionale che delinea il ruolo dei partiti come strumento di intermediazione tra le esigenze della società civile e lo Stato e che quindi vuole l’attività politica come mezzo idoneo di partecipazione.
Da una prima fase caratterizzata dal personalismo e dal leaderismo, resa tangibile dai
simboli dei partiti recanti il “nome” importante e che è stata denominata come “berlusconismo”, oggi, proprio per iniziativa di Silvio Berlusconi, siamo transitati ad una fase completamente diversa che offre la possibilità alla base degli iscritti di determinare la configurazione del “contenitore” politico.
Chi nell’Udc ha sempre deprecato il fenomeno appunto del “berlusconismo” come la radice di tutti i mali, avrebbe dovuto prenderne atto ed agire di conseguenza.
Fare nascere in Italia una sezione, una costola del PPE (Partito Popolare Europeo) avrebbe dovuto costituire un traguardo che certamente nei contenuti, nei principi, nella fedeltà alla tradizione cristiana, nella sicura adesione alla dottrina sociale della Chiesa, sarebbe equivalso alla risurrezione di quella Democrazia Cristiana che sta ancora nel cuore e nella mente di tutti noi, al di là e al di sopra di ogni formalità dei simboli che, come tali, hanno una funzione storica e transitoria.
Ci saremmo aspettati, di fronte a queste prospettive, da parte dell’Udc nazionale, in particolare del gruppo dirigente e da Pierferdinando Casini, capo dell’unica corrente rimasta nel partito dopo l’uscita di Giovanardi e di Baccini, una reazione più responsabile e razionale, certamente a maggior ragione politicamente corretta:
quella cioè di partecipare alla costituzione ed al consolidamento di questo progetto come protagonista, come parte attiva, divenendone nel tempo non solo uno dei leaders, ma certamente quello più rappresentativo.
Invece – e non possiamo nascondere la nostra profonda delusione – c’è stato solo un ritorno ai toni dell’antiberlusconismo viscerale, alle reazioni umorali e stizzite, alle recriminazioni più o meno colorite che hanno costituito il clima costante di Casini, di Tabacci e del loro gruppo di riferimento dei dirigenti dell’Udc.
Ma riteniamo che questo modo di agire non sia accettabile da un numero considerevole di iscritti e, soprattutto, non sia condivisibile dalla maggior parte di coloro che, in passato, ci hanno votato.
La nostra perplessità aumenta ancora di più dalle dichiarazioni rese alla stampa da Savino Pezzotta (La Rosa Bianca) in questi giorni, secondo il quale, con l’adesione dell’Udc al loro progetto elettorale, avrà inizio una fase costituente che porterà ad un NUOVO soggetto politico; non solo. Ma è stato ribadito che il nuovo soggetto politico si dichiarerà disponibile ad alleanze anche con la sinistra non solo a livello locale-amministrativo, ma pure a livello politico generale.
Ci chiediamo a questo punto dove siano finiti i famosi pilastri politici dell’Udc, tanto propugnati da Casini, da Cesa, Buttiglione, ecc. secondo i quali la scelta di campo dell’Udc per il centrodestra doveva ritenersi inossidabile, irreversibile e l’affermazione che il partito non poteva assolutamente abbandonare né il proprio nome né il proprio simbolo.
Ora abbiamo la certezza che quanto temevamo (l’Udc che come tale scomparirà per lasciare il posto ad altro nome ed ad altro simbolo) si sta avverando con modalità che passano sopra la testa degli iscritti e che tengono conto di prerogative personalistiche.
Qualcuno ci ha obbiettato che, anche con la ipotesi di grande coalizione il Popolo della Libertà non disdegnerebbe la strada di un’alleanza irrituale con Veltroni.
L’obiezione, però, non ha significato, in quanto riguarda un dato che non si avvererà: un esito di parità nei risultati elettorali che porterebbe all’esigenza improrogabile delle grandi riforme necessariamente condivise, per poi ritornare alla consultazione elettorale. Noi siamo convinti che il centro-destra sarà chiamato a governare l’Italia, per i prossimi anni legislativi, dalla maggioranza degli Italiani, delusi e traumatizzati dall’esperienza di sinistra e che l’Udc stia perdendo purtroppo la grande occasione storica di partecipare alla rifondazione della Repubblica Italiana. E di questo sinceramente ce ne dispiace, perché per anni abbiamo combattuto assieme le stesse battaglie e lavorato per i medesimi obiettivi.
Sono queste considerazioni che ci hanno condotto a compiere una scelta di campo politica per il Popolo della Libertà.
Abbiamo espresso le nostre idee con molta schiettezza e siamo disponibili al dialogo non solo con chi ritenesse di essere d’accordo con le nostre scelte, ma anche con tutti coloro che riterranno opportuno contattarci nel segno di un confronto sereno, amichevole e costruttivo.
A livello locale abbiamo già delineato una collocazione rappresentativa ai vari livelli, dando da subito la nostra disponibilità a partecipare, con sincero spirito attivo e propositivo, alla creazione di un tavolo di lavoro comune che vedrà, come obiettivo finale, la costituzione di un unico gruppo a livello provinciale e si sta lavorando per un coordinamento interprovinciale. Questo perché intendiamo arrivare alla costituente del PdL con una struttura organizzata.
D’altra parte, e lo ribadiamo, la collocazione naturale della nostra storia anche politica di questi anni, sul territorio, non può che essere in questo ambito, con gli alleati di sempre. Diversamente gli elettori, anche nei comuni, difficilmente potrebbero ritenere che noi non abbiamo tradito la loro fiducia.