Conoscere il Passato per preparare il Futuro

dal sito www.carlogiovanardi.it

1) Nell’autunno del 1993 si prospettavano elezioni politiche anticipate per l’anno successivo.
In agosto il Parlamento aveva approvato la nuova legge elettorale con i collegi uninominali, il presidente e il Presidente Scalfaro aveva fatto sapere che appena questi fossero stati disegnati intendeva sciogliere il Parlamento.
La DC aveva subito catastrofiche sconfitte elettorali a Milano, Roma e Napoli.
Come centristi della DC (Casini, Mastella, Fumagalli Carulli, D’Onofrio, Fausti e Giovanardi) ottenemmo in autunno due incontri con Martinazzoli per discutere la linea politica e la mancanza assoluta di regole nella gestione del partito, commissariato ovunque con fedelissimi del Segretario.
Non ottenemmo nessuna risposta e, come è noto nel gennaio del 1994, fondammo il Centro Cristiano Democratico con l’idea ben precisa di essere alternativi ad ogni ipotesi di accordo con la sinistra.
2) Non senza dubbi e perplessità, per rendere credibile il nostro essere alternativi alla sinistra, accettammo l’alleanza con la Lega di Umberto Bossi allora semi secessionista, con Alleanza Nazionale prima della svolta di Fiuggi e con il nascente movimento di Forza Italia di Silvio Berlusconi.
Nelle elezioni politiche del 1994 i candidati del CCD vennero pertanto eletti o nei collegi uninominali, con il concorso determinate degli alleati, o direttamente nelle liste di Forza Italia (in Emilia Romagna per esempio Casini era capolista di Forza Italia e Giovanardi era al terzo posto).
La scelta di candidarsi in Forza Italia fu resa inevitabile dal fatto che non c’era la certezza che il CCD potesse superare, da solo, lo sbarramento dei voti del 4%.
Ma il mese successivo, quando si votò per le elezioni europee, dove come è noto tuttora non c’è nessuno sbarramento, Casini, dopo una accesa discussione con chi voleva presentarsi con il simbolo del CCD, ritenne più opportuno di entrare a far parte nuovamente delle liste di Forza Italia che ci concesse due candidati: uno al sud (lo stesso Casini) ed uno nel nord-ovest (Sandro Fontana) che risultarono ambedue eletti…..

3) Nella travagliata legislatura 1994-96 fu costante il pressing del CCD su Berlusconi per contrastare il ricorso alle elezioni anticipate dopo il ribaltone di Bossi e l’esperienza del Governo Dini.
Spiegammo ripetutamente a Berlusconi che senza la Lega le elezioni le avrebbe vinte Prodi e alla fine riuscimmo a convincerlo: ma quando, con l’incarico assegnato a Maccanico, sembrava che la legislatura dovesse continuare, in una animata direzione del CCD Casini e Mastella fecero passare, con una risicata maggioranza, il no a Maccanico, in sintonia con Gianfranco Fini, garantendo che Scalfaro, dopo Maccanico, avrebbe nuovamente incaricato Dini
Viceversa uscito di scena Maccanico nella stessa giornata Scalfaro sciolse il Parlamento e Prodi vinse le elezioni.

4) Unico elemento positivo delle politiche del 1996 fu la temporanea ritrovata unità tra CCD e CDU che si presentarono uniti a quelle elezioni, conseguendo un buon 5.7% dei voti con 30 deputati eletti. Continua »