PDL: ROTONDI – GIOVANARDI – CALDORO – PIONATI, INCONTRO CON PREMIER
NOTA CONGIUNTA, TRE DOMANDE A BERLUSCONI SUL SCELTE E FUTURO
(ANSA) – ROMA, 2 SET – Nell’incontro che si è tenuto quest’oggi tra Rotondi-Giovanardi-Pionati e Lucio Barani, in rappresentanza di Stefano Caldoro, cofondatori del Popolo della Libertà e i parlamentari di area Dc-Psi, si è deciso di chiedere un incontro al Presidente Berlusconi.
I rappresentanti democristiani e socialisti intendono- afferma una nota congiunta – porre tre quesiti a Berlusconi: 1) Se intenda confermare l’esperienza del PdL attraverso il tesseramento e l’elezione dei dirigenti locali cosí come da lui affermato nell’ultima Direzione del partito; 2) se, viceversa, intenda superare tale esperienza con un nuovo modello organizzativo; 3) se, oltre agli amici confluiti nel PdL da Alleanza Nazionale e da Forza Italia, anche coloro che provengono dagli altri partiti fondatori, compreso l’AdC di Pionati, abbiano piena legittimazione di presenza ai vari livelli decisionali del partito.
Sulla base delle risposte del presidente Berlusconi si aprirà il confronto, che troverà un momento di sintesi anche in occasione dei tre appuntamenti di Roma(2 ottobre), Saint Vincent(8-9-10 ottobre) e di Salerno(20-21 novembre), per stabilire – fermi restando il forte appoggio e la lealtà al governo, al Presidente Berlusconi e alla maggioranza- quale ruolo queste culture politiche devono avere nel centro-destra.
Chiarimento dei Democratici Cristiani nel PDL 
PDL: GIOVANARDI, BERLUSCONI MANTENGA PROMESSA DEMOCRAZIA
VOGLIAMO DISCUTERE ANCHE I RIFLESSI DEL FEDERALISMO SU FAMIGLIE (ANSA) – ROMA, 25 AGO – ‘Dopo aver appurato che comunque sino alla prossima primavera non sono possibili elezioni politiche, e’ necessario che il presidente del consiglio e il presidente del Pdl, chiarisca se conferma la volonta’ di organizzare democraticamente il partito, come ha solennemente annunciato nel corso dell’ultima direzione nazionale o se ha cambiato idea in proposito’. Lo afferma in una dichiarazione Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche della famiglia.
‘Come cofondatori del Pdl – prosegue Giovanardi – siamo particolarmente interessati alla questione che si riflette anche sulle grandi scelte politiche e programmatiche sul futuro: a proposito ricordo che dall’8 al 10 novembre a Milano si svolgera’ la seconda conferenza nazionale della famiglia, organizzata dal dipartimento della famiglia della presidenza del consiglio, che sara’ il luogo piu’ appropriato – conclude Giovanardi – per affrontare i temi decisivi del quoziente familiare e dei riflessi sulla famiglia del federalismo fiscale’.
F.CRISTIANA: GIOVANARDI, M. SEGNI E UNINOMINALE SPACCARONO DC
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – ‘Furono i referendum di Mario Segni e l’infausta decisione presa da Mino Martinazzoli nella riunione alla Camilluccia dei gruppi parlamentari Dc nel gennaio del 1993 di abbandonare il sistema proporzionale a favore di collegi uninominali all’inglese, a mettere in crisi, unitamente a tangentopoli, la Democrazia cristiana’.
E’ quanto afferma Carlo Giovanardi sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio dei ministri. ‘Purtroppo allora il mondo cattolico fu tra i piu’ decisi sostenitori dell’elezione diretta del sindaco e di una concezione della sfida elettorale che passava da una visione cattolica nella quale chi esercita il potere e’ l’esecutore della volonta’ degli elettori che scelgono prima i programmi poi gli uomini, ad una visione protestante che vede nel leader eletto a tutti i livelli il predestinato dalla provvidenza. E’ davvero singolare, che a soli 18 anni da quegli avvenimenti, che Famiglia Cristiana tenti di dare la colpa a Berlusconi, in maniera cosi’ volgare, mistificando quello che avvenne nel paese e in Parlamento, dove fummo in pochissimi, ricordo fra gli altri l’on. Bodrato, a opporci a quella deriva plebiscitaria che inevitabilmente avrebbe portato alla spaccatura della Dc’.
DROGA: GIOVANARDI, GOVERNO DETERMINATO A CONTRASTO SMART DRUGS
“Tale azione infatti, che – assicura Giovanardi in una nota – dovrà replicarsi ovunque in Italia, è stata resa possibile dalla rilevazione da parte del Sistema di allerta rapido del Dipartimento antidroga di alcuni gravi casi di intossicazione, dovuti ai principi attivi contenuti in quelle sostanze e dal loro sollecito inserimento nelle tabelle che ne rendono penalmente perseguibile la vendita”.
GOVERNO: GIOVANARDI A BOSSI, DC HA SALVATO L’ITALIA
(ANSA) – ROMA, 22 AGO – ”Con Umberto Bossi abbiamo avuto sempre simpatia e rispetto reciproco: da amico lo invito a ringraziare Dio che i democristiani abbiano salvato l’Italia dal comunismo e l’abbiano portata ai primi posti nel mondo, mentre tanti che pontificano oggi nel centrodestra militavano nei partiti della sinistra inneggiando all’Unione sovietica e al socialismo reale”. Lo afferma in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi.
”Lo dico con l’orgoglio di essere piccola parte di una grande storia e di una grande cultura – aggiunge Giovanardi – che e’ il fulcro del Partito Popolare Europeo: per questo abbiamo scelto il Pdl, partito che dovrebbe essere democratico, popolare di ispirazione cristiana che non puo’ essere ridotto ad una sorta di arena per un regolamento dei conti tra le varie anime degli ex di Alleanza Nazionale”.
Il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà di Piacenza
premesso che:
- chi sostiene che il PdL è fallito dimostra di non avere compreso il senso di un progetto che non è il frutto di un accordo fra due leader politici, destinato a venire meno se gli stessi prendono due strade diverse, ma di un imponente movimento di popolo, al quale hanno partecipato e partecipano con entusiasmo non solo la grande maggioranza degli esponenti politici che provengono, oltre che dai corpi sociali, da Forza Italia, da Alleanza Nazionale e dagli altri partiti alleati, ma la quasi totalità degli elettori del centro-destra che chiedono unità e coerenza;
- il PdL è nato fra la gente – nelle piazze e nelle urne, prima che nell’assemblea congressuale – che non accetta e non approva le divisioni e le polemiche degli ultimi mesi;
- se è logico che chi non condivide più gli obbiettivi comuni che il PdL si è dato non ne faccia parte, costituirebbe un grave tradimento della volontà degli elettori lo scioglimento del patto con gli stessi stipulato per governare il Paese;
- nel caso in cui, comunque, a detto patto venissero meno alcuni di coloro che sono stati eletti nel 2008 nella lista PdL e, conseguentemente, il Governo Berlusconi non dovesse più disporre di una maggioranza sufficiente, anche in uno solo dei rami del Parlamento, per potere portare a termine il programma votato dagli elettori, non vi sarebbe altra alternativa possibile che quella di dare la parola agli stessi;
- recenti distinzioni nel PdL, manifestatesi non solo negli organi nazionali del partito ma anche a livello parlamentare, rispetto a temi sensibili quali quello della legalità e della giustizia, favoriscono la diffusione di un giustizialismo caro alla sinistra, mentre offuscano l’azione efficace ed intransigente del Governo Berlusconi contro la mafia e la criminalità organizzata;
- proprio nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata il Governo Berlusconi ha praticato un’antimafia dei fatti, con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima: sono stati, infatti, arrestati 26 dei 30 latitanti più pericolosi, sequestrati e confiscati beni stimati per oltre 13 miliardi di euro, approvato definitivamente ieri dal Senato, ed è quindi legge, il piano straordinario contro le mafie;
- è innegabile che in questi due anni il Governo Berlusconi ha fornito alle forze dell’ordine e alla magistratura, attraverso una seria e puntuale attività legislativa, gli strumenti concreti per prevenire e reprimere le attività criminali;
- a fronte di una crisi internazionale che ha colpito l’economia mondiale, in ragione di una speculazione finanziaria senza precedenti, il Governo Berlusconi ha operato e sta continuando ad operare bene, guadagnandosi la stima e la fiducia degli altri Paesi dell’Unione Europea: soltanto un gruppo di matti, neanche un gruppo d’interesse, potrebbe pensare di mandare a casa, attraverso oscure manovre di palazzo, un Governo così efficiente in tempi di crisi finanziaria ed economica non ancora del tutto superata;
- interessati appelli volti a sollecitare un cambiamento della maggioranza di governo, la fine dell’esperienza del centro-destra, l’avvio di una nuova fase politica destinata a spalancare le porte ad un governo tecnico, o di transizione, o istituzionale o di tregua, null’altro rappresentano che il disperato tentativo di ritornare in gioco da parte di coloro che sono privi di legittimità democratica a governare, in ragione del risultato elettorale conseguito;
- qualora, dunque, dovesse venire malauguratamente meno la fiducia del Parlamento nel Governo Berlusconi, un atto di responsabilità non sarebbe certo rappresentato dalla formazione di un governo delle larghe intese, ma semmai dalla decisione di andare
subito al voto;
- è fin troppo chiaro e spudorato il fatto che il richiamo rituale a un’idea dell’interesse nazionale nasconde unicamente la finalità vera di tale prospettiva volta a consentire l’approvazione di una legge elettorale che riporti le lancette dell’orologio al tempo della prima repubblica, quando il potere d’interdizione della sinistra era istituzionalmente garantito dalla debolezza e precarietà di governicchi ricattabili da qualsiasi gruppo di pressione;
- appare smaccato, in questo quadro, il tentativo della sinistra di coltivare l’intrigo e l’inganno, che è l’arte di tutti i deboli: ne è la riprova l’insistente tentativo di adescare la Lega con la promessa di far assumere a un governo di transizione anche il fardello dell’attuazione del federalismo fiscale;
- il destino del federalismo, per contro, s’identifica con la sorte del governo Berlusconi: nella continuità della legislatura o nell’immediatezza dell’appello elettorale;
auspica che
- l’azione riformatrice del Governo Berlusconi possa continuare secondo il mandato allo stesso conferito dagli elettori, con l’appoggio – in primo luogo - di tutti coloro che sono stati eletti in Parlamento nelle liste del PdL;
- alfine di una sempre maggiore crescita del PdL, lo stesso sia messo nelle condizioni di organizzarsi sempre meglio sul territorio, anche attraverso la piena partecipazione degli iscritti e degli elettori secondo le modalità previste dallo statuto per lo svolgimento dei congressi comunali e di quello provinciale. Un processo quest’ultimo volto unicamente a legittimare dal basso la classe dirigente del PdL, senza che ciò comporti il radicarsi di contrapposizioni correntiste o personalistiche che ne paralizzerebbero l’azione.
CALIENDO: DEMOCRISTIANI PDL, ANTIDEMOCRATICO SI’ A SFIDUCIA
(ANSA) – ROMA, 3 AGO – Votare la mozione di sfiducia al
sottosegretario Giacomo Caliendo, o astenersi, ”vuole dire
abdicare ad ogni forma di rispetto verso la democrazia e le sue
regole”. Lo sostengono gli otto parlamentari democristiani del
Pdl Emerenzio Barbieri, Vincenzo De Luca, Gianfranco Rotondi,
Deodato Scanderbech, Luigi Compagna, Mario Cutrufo, Carlo
Giovanardi, Tomaso Zanoletti.
”Siamo rappresentanti nel Pdl – si legge in un loro
comunicato - di quel filone politico-culturale che si riconosce
nella storia della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati
spazzati via nel biennio 1992-1994 da una furia giustizialista
non contrastata da chi allora aveva la massima responsabilita’
nel partito”.
”Ci troviamo nuovamente oggi – prosegue la nota - in una
nota firmata da altri sette parlamentari – a dover assistere
attoniti alla richiesta di dimissioni di un sottosegretario alla
Giustizia del governo Berlusconi sulla base di accuse a dir poco
fumose e senza nessun accertamento di responsabilita”’.
Proprio per questo motivo, ribadisce la nota, ”votare su
questa mozione o astenersi su di essa vuol dire abdicare ad ogni
forma di rispetto verso la democrazia e le sue regole, lasciando
parlamentari e membri di governo alla merce’ delle iniziative
piu’ spregiudicate dalle quali nessuno si illuda di poter essere
domani al sicuro”.(ANSA).
Una partita difficile
Da mesi va avanti una strana partita giocata tra il premier Silvio Berlusconi, il presidente della Camera, cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini e il ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Molto dura e per molti aspetti irrituale quella tra Berlusconi e Fini che rischia di mettere in discussione la stessa sopravvivenza del governo; più sottile la partita giocata dal ministro dell’economia, che, proprio nei giorni scorsi ha solennemente professato totale solidarietà al presidente del consiglio, anche se sono in molti a giurare che le cose non stiano esattamente così.
Se per la tenuta del governo, al di là dell’evocata formazione di un governo di unità nazionale formulata da Casini, l’intervento del presidente Napolitano alla cerimonia di consegna del tradizionale ventaglio al Quirinale, Venerdì 23 Luglio scorso, ha eliminato ogni equivoco, è all’interno del Pdl che si sta giocando una partita che ha come posta la successione alla leadership del Cavaliere.
Diverse concezioni del e sul partito, sulla sua funzionalità e sulle stesse sue prospettive dividono profondamente i cofondatori. L’uno, Berlusconi, legato a un’idea di partito-movimento elettorale a struttura leggera con un solo leader carismatico che pensa e decide per tutti, in stretto rapporto con gli umori e il consenso misurato costantemente del suo popolo. L’altro, Fini, più fedele a una concezione di partito strutturato con tessere, sezioni, luoghi e momenti di partecipazione democratica di discussione e di decisione secondo lo schema classico del partito del secolo scorso.
Più defilato Tremonti, sempre in equilibrio tra Arcore e Cassano Magnago, certo non indifferente ad andare oltre la sua già pur rilevante posizione di potere solo che le condizioni diventassero favorevoli.
Tutto questo sta creando inevitabilmente frizioni e sommovimenti interni con la nascita di gruppi, fondazioni, movimenti e correnti, ultima quella degli ex colonnelli finiani e quella personale di Alemanno, Sindaco di Roma, anch’egli impegnato verso un futuro ruolo di possibile leader post berlusconiano. Per ora si limita a sottolineare che “ dopo Berlusconi non ci sarà un altro Berlusconi” quanto piuttosto “una squadra”. Una squadra nella quale, lui sente di avere un ruolo da giocare da protagonista.
Attenti, però, che la partita non si gioca solo tra questi attori.
Nei giorni scorsi abbiamo salutato con favore l’avvenuta aggregazione di tutte le componenti ex DC nel Pdl. Con la nascita de “ I Democratici Cristiani”, nel momento in cui si aprisse veramente il tempo della successione al Cavaliere si dovrà tener conto di questa realtà, molto più estesa a livello elettorale di quanto non sia la sua attuale rappresentanza nel parlamento e nel partito.
Sbaglierebbero seriamente coloro che intendessero sottovalutare le potenzialità di tale avvenimento e abbiamo ragione di credere che qualche segnale verrà anche da Roberto Formigoni all’incontro agostano di reteitalia a Rimini.
Nei prossimi giorni sapremo se, quando e come si verificherà lo show down all’interno del Pdl. Uno scarto improvviso del Cavaliere non è da escludere anche sino alle estreme conseguenze nel rapporto con i finiani. Il congresso, se si potesse disporre di una base reale di iscritti e militanti, o quanto meno di regole partecipative controllate e controllabili per una convention autenticamente aperte a tutti i cittadini interessati/bili, andrebbe celebrato prima di assumere qualsiasi decisione solitaria e senza ritorno.
Abbiamo seguito con forte sostegno la lunga transizione politica berlusconiana per aver titolo a suggerire al Cavaliere di accettare l’idea di regole interne al Pdl fondate sul principio aureo della democrazia: una testa un voto.
Presidente: si liberi una buona volta dei vili cortigiani plaudenti e dei profittatori del potere senza responsabilità e concorra da autentico statista a garantire al Paese le risposte agli impegni assunti con gli elettori : federalismo, riforma della giustizia, calo delle tasse. E al partito dei moderati, che ha costruito in maniera determinante dopo la fine della Prima Repubblica, assicuri la possibilità di un futuro in grado di sopravvivere alla sua stessa esperienza politica. E lo faccia adesso, nel momento in cui la sua leadership è ancora indiscutibilmente forte nel partito e nel Paese.
Don Chisciotte- radioformigoni, 26 Luglio 2010
GIOVANARDI (PDL) SU ESSELUNGA, LETTA E FRANCESCHINI RINNEGANO STORIA
Roma, 20 lug. – (Adnkronos) – “E’ avvilente che Enrico Letta e Dario Franceschini per compiacere Vasco Errani rinneghino la storia delle grandi battaglie che la Democrazia Cristiana ha fatto in Emilia Romagna per contrastare il micidiale triangolo di potere costituito dal partito comunista, dagli amministratori pubblici di quel partito e dai capi comunisti delle Lega delle cooperative”. E’ quanto dichiara Carlo Giovanardi, senatore del Pdl.
“In questo modo -spiega Giovanardi- gli ex Dc che si sono arresi a sinistra, non soltanto rinnegano la loro storia ma anche la realta’ di un sistema di potere che ha costruito situazioni di monopolio nella grande distribuzione uniche al mondo, non riscontrabili altrove in Italia e in Europa”.
“La denuncia dell’Esselunga di Bernardino Caprotti fotografa questa realta’ sulla quale sono pronto a confrontarmi ovunque per spiegare come sono stati costruiti nelle regioni rosse i piani regolatori e di urbanistica commerciale, la scelta di soggetti attuatori, l’affidamento delle consulenze e degli incarichi professionali”, conclude il senatore del Pdl.
PDL: GIOVANARDI, AGGREGAZIONE CRISTIANI RAFFORZA GOVERNO
(ANSA) – ROMA, 16 LUG – ”La nostra storia e la nostra cultura Sturziana e De Gasperiana non puo’ essere compatibile con il modello ‘credere, obbedire, combattere’ che ha illustrato in una intervista al Corriere della Sera, l’onorevole Denis Verdini”. Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, spiegando i motivi dell’aggregazione dei Cristiano Democratici.
”Il primo e’ quello di rafforzare l’azione di questo governo Berlusconi e di questa maggioranza – spiega Giovanardi – la cui legittimazione trae vita dal consenso popolare. Il secondo quello di rendere davvero il Pdl la casa di tutti coloro che hanno aderito, riconoscendogli le caratteristiche di un partito popolare, democratico, di ispirazione cristiana, costola italiana del partito popolare europeo”.
TE
| Fatti nuovi da Roma |
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il primo è la nascita della componente democristiana all’interno del Pdl. E’ nata, infatti, nella riunione di ieri presso il Palazzo della Cooperazione la nuova componente del centro-destra denominata i ” Democratici cristiani”. Finalmente i rappresentanti nel Pdl degli antichi percorsi e dei valori della DC hanno deciso di fondersi e concorrere alla costruzione della sezione italiana del PPE. Uniti, dunque, il vecchio gruppo dei “Popolari Liberali” di Carlo Giovanardi e Emerenzio Barbieri, con quello della ” DC per le autonomie” di Gianfranco Rotondi, con “l’Alleanza di Centro” di Francesco Pionati e la ” Democrazia Cristiana” di Giuseppe Pizza. Gli amici dei circoli veneti di Insieme e di ALEF, l’associazione dei Liberi e Forti, non possono che plaudire a questo fatto nuovo che da Roma dovrà scendere per li rami in tutte le realtà regionali e provinciali. Sarà nostra cura avviare con gli amici dei diversi gruppi esistenti nelle varie realtà regionali, in stretto collegamento con gli amici nazionali, incontri e riunioni per rendere concretamente operativa la scelta operata ieri a Roma. Condividiamo quanto dichiarato da Carlo Giovanardi, ossia, che ” nel momento in cui tutti disaggregano noi invece vogliamo aggregare e da cofondatori del Pdl diamo il nostro contributo a un partito che vogliamo democratico e partecipato“. Il secondo fatto significativo: la presentazione da parte dell’”Alleanza per l’Italia “di Rutelli, con gli amici Pino Pisicchio e Bruno Tabacci, della “madre di tutte le battaglie”, ossia la presentazione di una proposta di legge elettorale sul modello tedesco. Con metà dei deputati scelti nei collegi uninominali e metà con il metodo proporzionale, con due voti di preferenza (uomo/donna) e con un consistente sbarramento del 5%, si potrebbero creare le condizioni per superare l’attuale situazione oggettivamente bloccata causata dalla folle strategia dei finiani. Ora si tratterà di vedere se regge la maggioranza in difesa dell’attuale “porcellum” o si delinea un diverso assetto parlamentare a favore del sistema elettorale sul modello tedesco. Salvo che la situazione non precipiti verso elezioni anticipate. Ettore Bonalberti- 16 Luglio 2010 |
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EOLICO: P3; GIOVANARDI, PREMIER SCIOLGA BOCCIOFILE E ASILI
(ANSA) – ROMA, 14 LUG – ‘Il presidente Berlusconi farebbe bene a seguire il consiglio dell’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco procedendo all’immediato scioglimento della P3, unitamente a tutte le bocciofile, le filodrammatiche e gli asili nido esistenti sul territorio nazionale che costituiscono una reale e concreta minaccia alla democrazia nel nostro Paese’: e’ il suggerimento chiaramente ironico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che vuole cosi’ ridimensionare la vicenda sull’eolico.
‘Subito dopo peró – ha concluso Giovanardi – il presidente Berlusconi dovrebbe seriamente porsi il problema degli assetti interni al Popolo della libertà ascoltando anche qualche suggerimento che avanzeremo domani nella riunione di Roma con gli amici Pizza, Rotondi e Pionati’. (ANSA).
RR
ROMA 15 LUGLIO 2010 h. 16,30
I DEMOCRATICO CRISTIANI NEL PDL E NEL CENTRODESTRA
SALA CONFCOOPERATIVE
VIA TORINO, 146 ROMA
Barbieri, Compagna, Cutrufo, De Luca, Giovanardi, Pionati, Pizza, Rotondi, Zanoletti.
Quoziente Familiare Federalismo – Solidarietà Sicurezza – Integrazione
il PDL, un grande partito popolare democratico, di ispirazione cristiana al servizio dell’Italia.EMOTO: GIOVANARDI, MIE DICHIARAZIONI RIPORTATE MALE
TERREMOTO: GIOVANARDI, CIALENTE STIA ALL’AQUILA E LAVORI
ATTENDO INDICAZIONI PER COME SPENDERE 12 MLN, RITARDI VERGOGNOSI (ANSA) – ROMA, 7 LUG – ‘Quando vedo il sindaco dell’Aquila Cialente e l’ex presidente della provincia Pezzopane, ambedue noti esponenti politici del Pd, in giro per Roma alla testa dei manifestanti contro il Governo, mi corre l’obbligo di ricordare che da 13 mesi aspetto dagli amministratori locali le indicazioni di come spendere 12 milioni di euro stanziati nel maggio 2009 dal Dipartimento Famiglia per strutture per bambini, anziani, famiglie in difficolta”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, con delega alle politiche familiari, in merito alla manifestazione dei terremotati in corso a Roma.
‘Se i suddetti capipopolo – prosegue l’esponente del governo – se ne stessero all’Aquila a lavorare per la ricostruzione, sicuramente non dovremmo registrare questi vergognosi, incredibili ritardi per la realizzazione di strutture che per loro responsabilità sono ancora totalmente al palo’. (ANSA).
IN OSPEDALE DOPO COCAINA: GIOVANARDI, NORME PER RUOLI PUBBLICI
(ANSA) – ROMA, 1 LUG – “La triste vicenda del consigliere provinciale Pier Paolo Zaccai dimostra ancora una volta i drammatici effetti derivanti dall’uso della droga”: cosi’ il sottosegretario con delega alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, a proposito dell’esponente del Pdl ricoverato dopo un festino a base di cocaina.
“La consapevolezza di quanto le sostanze possano inquinare la vita politica, sociale ed economica del nostro Paese – aggiunge Giovanardi – richiede da parte di tutti un rinnovato e concorde impegno di educazione, prevenzione e informazione, oltre all’introduzione di strumenti normativi che garantiscano l’elettorato sul non uso delle droghe da parte di chi è chiamato a ricoprire incarichi pubblici”. (ANSA).
COPPIE DI FATTO: GIOVANARDI, SINISTRA SCARDINA UNITA’ NAZIONE
(ANSA) – ROMA, 30 GIU – Il regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Torino sulle unioni civili ‘dimostra, ancora una volta,che non e’ la Lega ma la sinistra a voler scardinare l’Unita’ nazionale, rappresentata dalla Costituzione che pone in una posizione di preminenza, rispetto ai singoli e alle altre formazioni sociali, la famiglia come societa’ naturale fondata sul matrimonio’. E’ quanto afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi.
‘Il Governo non condivide queste fughe in avanti e mettera’ al centro della seconda Conferenza nazionale sulla famiglia, che si terra’ a novembre a Milano – sottolinea Giovanardi – proprio la necessita’ di rafforzare e potenziare quell’elemento di coesione sociale che e’ l’istituto familiare, cosi’ come scolpito nella nostra Costituzione, laica e repubblicana’.

